Elementi in rilievo

UEMS meeting a Napoli

La nostra città sarà sede di lunghe giornate di dialogo sulla professione e sulla presenza degli specialisti europei. Intervista a Gabriele Peperoni che ha vissuto l'avvicinarsi dell'evento come un "premio" per l'autorevole presenza ordinistica.

Sarà Napoli la città dell’approfondimento incrociato su professione medica europea e stato della professione medica in Italia. A partire dal 6 ottobre si terranno, come già annunciato, le riunioni del Board e dell’Assemblea Plenaria dei medici specialisti della UEMS (7 e 8 ottobre, Royal Continental Hotel), integrati dai Gruppi di Lavoro e dal Forum di discussione. Riunioni che saranno coronate dalla elezione del nuovo board dell’UEMS (attualmente presieduto da Zlatzko Fras, nome già ben noto ai medici italiani, recentemente tra i protagonisti del convegno di Udine sulla formazione medica in Europa), all’interno del quale la delegazione italiana conta di rafforzare la propria già importante presenza. A Napoli, però, si “incroceranno” le delegazioni e i dibattiti, visto che nella giornata dell’8 ottobre la FNOMCeO vedrà riunirsi il proprio Consiglio nazionale, in un periodo in cui alcuni temi caldissimi s’affermano sull’agenda delle politiche sanitarie e professionali: decreto Omnibus, nuovo piano sanitario nazionale 2011-2013, medicina low cost e problematiche connesse alla qualità e legalità di certi messaggi “assistenziali”. Il tutto nella cornice sempre affascinante del capoluogo campano, crocevia di culture e tradizioni mediche e filosofiche e di criticità sociali e umane. Gabriele Peperoni, presidente dell’Ordine di Napoli e segretario nazionale della Federazione, ha accettato di approfondire alcuni dei temi che verranno affrontati nei vari dibattiti in questo lungo fine settimana partenopeo.

Presidente Peperoni, in questi giorni la Federazione e tutte le più prestigiose specializzazioni mediche europee si sono date appuntamento a Napoli: come i medici napoletani hanno accolto questa qualificata presenza internazionale?
Per una città come la nostra il doppio appuntamento Uems e Consiglio nazionale è un premio. Un premio al lavoro svolto, un premio ad una presenza medica autorevole e consapevole. Che le rappresentanze medico-specialistiche di trentacinque paesi europei vengano abbiano scelto la nostra città per il loro simposio più importante non è poi cosa che possa lasciare indifferenti e da molte parti, proprio tra i colleghi della città, ho percepito che si respira un atmosfera di un… certo orgoglio. Dopodiché abbiamo vissuto le tappe di avvicinamento a questo appuntamento con un profilo leggero di supporto dinamico: sappiamo che è un evento europeo, quindi abbiamo dato tutto quello che potevamo per rispondere al meglio alle richieste che ci avevano fatto da Bruxelles, ben sapendo che non dovevamo uscire dal solco dei nostri compiti.

La Uems uscirà da questo appuntamento con cariche nuove e rinnovati obettivi: lei crede che da Napoli uscirà anche una nuova presenza specialistica europea?
Direi che la nostra speranza – e credo che questo sia negli intenti della presidenza uscente – è che da Napoli parta una nuova Uems, capace di rilanciare ancor più avanti la figura del professionista europeo che in una fase come questa sta vivendo una situazione molto delicata e in divenire, come abbiamo visto nel recente workshop di Udine. Di certo la crisi mondiale tocca anche la nostra professione e ci chiede continuamente di affrontare il futuro con la forza delle esperienze già acquisite, ma con un agenda e con degli obiettivi nuovi e maggiormente contemporanei. Saremmo molto soddisfatti che in una qualche maniera questo modo nuovo di guardare al futuro fosse connesso alla nostra città come al suo fulcro ispiratore.

Quindi sperate che si possa parlare di una sorta di “spirito di Napoli”?
Sarebbe perfetto: lo “spirito di Napoli” cui si ispira il rinnovamento delle specialità europee.

Per finire, non dimentichiamo la riunione del Consiglio nazionale della Federazione…
Non la dimentico affatto, visto che dovremo fare il punto su tante cose che stanno accadendo a livello medico, ma anche più in generale al nostro Paese. Personalmente credo che sarà illuminante riunirci in Consiglio dopo esserci confrontati con tante delegazioni straniere, ognuna portatrice di un’esperienza propria e particolare. Delegazioni di Paesi – come ad esempio la Germania - dove la rappresentanza medica ordinistica ha un valore e una funzione enorme. Proprio quelle funzioni e quei valori che oggi qualcuno cerca di mettere in forse in Italia….