Elementi in rilievo

Intervista Gabriele Peperoni

Intervista al Presidente dei Medici Napoletani Gabriele Peperoni che illustra il suo punto di vista sull’aria avvelenata che respiriamo a Napoli.

1. A Napoli si vive due anni di meno rispetto alle altre città Italiane; infatti in Italia mediamente gli uomini vivono 78 anni ( a Napoli 76),le donne 84 ( a Napoli 82).La principale motivazione per tale differenza,secondo la maggioranza di esperti, è collegata all’aria che respiriamo. Questo gravissimo dato, a Suo avviso dovrebbe determinare una priorità per le Istituzioni locali? E perché le Istituzioni locali non “sentono” tale priorità?
R: Le dinamiche dell’invecchiamento della popolazione non possono essere legate ad un solo fattore, in particolar modo in una provincia come quella napoletana dove il notevole sviluppo urbano e la grande densità abitativa crea una sorte di disagio endemico che si ripercuote inevitabilmente sull’aspettativa di vita. Alcuni esempi: il maggior numero di omicidi di camorra; i decessi per tossicodipendenza; la stessa influenza H1N1, per quanto oggi dileggiata, ha prodotto in maniera statisticamente significativa un più alto numero di decessi tra gli adulti napoletani rispetto alle altre provincie campane, fenomeno a cui tutt’oggi gli “esperti” non hanno saputo dare risposte certe.
2. Perché la maggioranza dei cittadini napoletana è passiva rispetto alla situazione dell’ ARIA avvelenata a Napoli? E’ un modo per rimuovere il problema o è la dimostrazione assoluta dello scarsissimo senso civico medio dei napoletani?
R: Possiamo riagganciarci in qualche modo a quanto detto sinora. Le difficoltà del vivere quotidiano, la ricerca del lavoro, che si traduce sempre più spesso in un campare di espedienti, ma anche le difficoltà organizzative di chi il lavoro già ce l’ ha, creano una sorte di “nebbia culturale” rispetto ai temi nobili ma non immediatamente sentiti o comunque sovrastati dagli affanni della quotidianità.
3. Le tematiche ambientali sono quasi totalmente lasciate a movimenti radicali che molto spesso, per l’estremismo delle loro posizioni, diventano inefficaci e marginalizzati. Cosa ne pensa di questi movimenti. Si dovrebbe saldare l’azione tra questi movimenti estremi e i cittadini moderati su tematiche quali le condizioni dell’ARIA?
R: Anche qui la risposta è articolata. Vi sono stati degli errori politici da parte del mondo dell’ambientalismo italiano. E’ facile verificare come in tutta Europa vi siano partiti “verdi” forti e spesso di governo mentre in Italia l’intransigenza dei nostri politici di origine ambientalista ha condotto ad una disaffezione dei temi ambientali ed a un ripiegamento egoistico legato al proprio territorio, tant’è vero che il partito che attualmente sviluppa prevalentemente tematiche verdi è quello che oggi viene ritenuto maggiormente radicato sul territorio: la Lega nord. Bisognerebbe a questo punto recuperare una vera politica ambientale, ma non mi risulta vi sia nulla nell’agenda degli attuali partiti, lasciandola quale tema residuale solo quando si apre il dibattito sugli inceneritori e sulle centrali nucleari.
4. Associazioni di categoria,ordini professionali,sindacati,rettori sembrano non interessarsi a questo problema. Non ritiene che anche per loro dovrebbe divenire un obiettivo primario per le conseguenze che determina dal punto di vista etico,sociale,economico,sanitario?
R: Devo riprendere il ragionamento iniziale poiché ognuno nel proprio ambito, singolo o gruppo, in una realtà complessa come quella napoletana, ha difficoltà a gestire quanto di propria pertinenza, con l’aggravio derivante dall’attuale situazione di crisi con cui i cittadini e le istituzioni debbono confrontarsi quotidianamente. Sicuramente un maggiore sforzo andrebbe compiuto, anche solo per gli aspetti etico-sociali, da parte di tutti. Un discorso a parte merita l’Ordine dei Medici in quanto organo ausiliario dello stato a difesa della salute dei cittadini. Innanzitutto vi è un problema di fondi poiché lo Stato non finanzia in alcuna maniera gli Ordini professionali che sono quindi “costretti” a tassare i propri iscritti per le attività istituzionali che a loro competono. Gli Ordini sanitari, inoltre, sono legati ad una legge che risale al 1946, e che, a sua volta, ha il suo architrave nella legge istitutiva del 1910, che non permette lo sviluppo di temi ed attività che in questi anni tumultuosamente sono arrivati alla ribalta. La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici ha proposto al Ministro della Salute, On. Fazio, alcuni punti che dovrebbero essere alla base di una legge di riforma degli Ordini, ma l’attuale quadro politico non mi fa ritenere che una soluzione legislativa avvenga nel breve periodo. Nonostante ciò l’intero Consiglio dell’Ordine ha ritenuto inserire nella propria agenda il tema del rapporto tra ambiente e salute. Azioni concrete sono state la costituzione di una Commissione permanente che affronti tale tema e la realizzazione di un Convegno nazionale, svoltosi a febbraio, a cui hanno partecipato gli esperti più qualificati per quanto riguarda le patologie derivanti dall’inquinamento ambientale, di intesa con i medici aderenti all’ISDE. Nei mesi successivi abbiamo riportato sul Bollettino dell’Ordine, inviato a 23000 medici, numerosi articoli sugli argomenti correlati.
5. Conosce chi è l’assessore all’ambiente al Comune di Napoli? Come valuta il suo comportamento di chiusura su questo argomento ,avendo rifiutato per oltre due anni un confronto specifico con numerose associazioni civiche sull’inquinamento dell’ARIA napoletana e avendo non preso in assoluta considerazione proposte di merito e di metodo che gli sono state consegnate?Ritiene più grave la responsabilità ambientale o la responsabilità civica in questo caso?
R: I rapporti con le altre istituzioni non sono sempre lineari ma non possiedo elementi per valutare il comportamento dell’Assessore ne tantomeno la sua sensibilità civica. Tuttavia una considerazione da fare è che spesso la suddivisione delle deleghe all’interno della Giunta non aiuta ad operare al meglio.
6. Lei sa che i fondi europei non hanno prodotto alcun aumento di “ricchezza” nella nostra Regione. Sa che la prima “denuncia” è la polverizzazione di queste risorse. Sarebbe d’accordo a destinare oltre la metà di questi fondi a un progetto “ambientale” soprattutto finalizzato all’ARIA che respiriamo e all’ACQUA del Golfo di napoli?
R: La struttura socio-politico si basa su un sistema a rete che necessariamente deve coinvolgere il più alto numero di soggetti produttivi, ma i temi da lei indicati dovrebbero sicuramente essere prioritari rispetto ad altri anche per la distribuzione dei fondi. L’ideale sarebbe proporre una reale “cabina di regia” da parte delle Istituzioni competenti, allargata agli Ordini professionali e alle associazioni civiche realmente rappresentative delle istanze che derivano dai nostri concittadini, che renda concrete le risposte alle urgenze ambientali.
7. Mi dica velocemente un problema maggiore di questo dell’ARIA che a suo avviso merita una priorità maggiore?
R: In termini generali il problema del lavoro, in particolare la riqualificazione delle periferie. Per quanto riguarda specificamente l’ambiente una nuova politica dello smaltimento dei rifiuti con particolare riguardo agli inceneritori.
8. A Suo avviso le Istituzioni locali che hanno determinato una situazione di controlli inefficaci,di mancanza di un piano d’intervento,di chiusura verso i cittadini che volevano dare un contributo per affrontare il problema sono perseguibili penalmente per disastro ambientale? E pensa che dovrebbero rispondere in qualche modo per tali comportamenti?
R: Se vi sono stati dei comportamenti illeciti o solo omissivi dovranno deciderlo i magistrati; i cittadini, da parte loro, attraverso il meccanismo democratico del voto, decideranno se dare o meno fiducia a questa politica ambientale.
9. Lei sa che il Comune di Napoli qualche anno fa aderì all’elenco delle 400 città europee che si impegnarono a ridurre l’inquinamento cittadino a valori ancora più bassi di quelli stabiliti nel protocollo 20/20/20? Conosce qualche iniziativa fatta dal Comune di Napoli per rispettare questo intendimento?
R: Sinceramente il continuo sforamento dei PM mi fa ritenere che quegli impegni siano rimasti solo buone intenzioni.
10. Secondo lei i principali giornali locali danno sufficiente e giusto spazio al problema ARIA?Potrebbero fare di più per coinvolgere maggiormente i cittadini e pressare le Istituzioni?
R: Pur nell’ambito dei numerosi problemi cittadini su cui riferire, i quotidiani locali hanno spesso evidenziato i problemi dell’inquinamento dell’aria cittadina. A loro spetta però il compito di denuncia dei fatti, mentre il coinvolgimento dovrebbe spettare ai partiti ed alle associazioni ambientaliste.
11. Lei preferirebbe che le poche risorse disponibili per Napoli fossero investite nel Forum delle Culture oppure in un progetto, portato a termine, che doti la città di un sistema ramificato di colonnine elettriche per far decollare l’utilizzo delle auto elettriche che non inquinano e il porto di Napoli di banchine attrezzate che consentirebbero di abbattere i fumi delle navi, principale fattore di inquinamento urbano dell’aria?
R: Ritornando al ragionamento del sistema a rete su cui si basa il nostro tessuto sociale ritengo che un evento come il Forum delle Culture vada incoraggiato e sviluppato in un ambito di fattori produttivi che possano riguardare sempre più diffusamente il territorio. Il privato ovviamente dovrebbe essere stimolato ad una partecipazione adeguata allo sviluppo di alcuni progetti, anche solo apparentemente collaterali, che partecipino al rilancio di alcune attività produttive ovviamente nel rispetto dell’ambiente. Nello specifico ritengo che l’abbattimento dei fumi delle navi, così come lo spazzamento delle strade cittadine, dovrebbero essere priorità già acquisite, al di là della vicenda del Forum. Reputo ancora prematura la necessità delle colonnine per il rifornimento di auto elettriche.
12. Ha qualche proposta specifica sul problema ARIA AVVELENATA?
R: Non può esserci un’unica proposta essendo il problema multi-fattoriale. Insisto tuttavia sulla necessità di costituire una seria e concreta “cabina di regia” che vigili e certifichi le attività dei vari soggetti coinvolti.
13. Pensa sia giusto organizzare la manifestazione che abbiamo deciso il 18 Settembre a Piazza del Plebiscito su questo tema con l’obiettivo di cercare di sensibilizzare i cittadini a una partecipazione attiva maggiore e nella quale saranno presentate alcune proposte di merito e di metodo?Lei parteciperà?Coinvolgerà altri cittadini?
R: Tutto ciò che serve a sensibilizzare l’opinione pubblica è sicuramente utile e in questo Napolipuntoacapo, sia attraverso il forum che le interessanti interviste con le quali si sono sviluppati interessanti dibattiti e ragionamenti, contribuirà nei fatti a coinvolgere i cittadini più apatici. Personalmente il 18 sarò a Bolzano per un incontro istituzionale con gli Ordini dei Medici di lingua tedesca, ma inviterò sia il Vice-Presidente che i membri della Commissione Ambiente a partecipare alla manifestazione.
14. Lei è un medico. A un genitore consiglierebbe di prendere precauzioni per i propri figli per tale problema?
R: Non esistono ad oggi precauzioni che possano risolvere o solo migliorare il problema del singolo, mentre bisogna trasmettere ai propri figli i giusti valori per i temi ambientali, che possano in un breve futuro condurre a dei comportamenti responsabili e a pretendere altrettanta responsabilità dalla politica e dalle istituzioni.
15. Perché la voce dei medici non è più forte per le conseguenze che determinano sulla salute i disastri sanitari Campani?
R: Ritengo senza tema di smentita che sia i singoli medici che la comunità tutta, che ho l’onore di rappresentare, da sempre sono in prima linea sui temi ambientali, sia in campo strettamente scientifico (numerose sono le ricerche da parte dei medici napoletani) che in ambito culturale. Certo bisognerà ulteriormente insistere creando sinergie tra le Istituzioni e tra queste e i cittadini, un cammino difficile ma a cui non possiamo sottrarci.
di Gabriele Peperoni e Sergio Fedele