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COMUNICATO CONGIUNTO COMITATO UNICO DI GARANZIA - COMMISSIONE COMUNICAZIONE

Casi di colera nel territorio napoletano

COMUNICATO CONGIUNTO COMITATO UNICO DI GARANZIA - COMMISSIONE COMUNICAZIONE 

La stampa recente riporta i due casi di colera a carico di due cittadini (madre e bambino) di nazionalità bengalese nel territorio napoletano. Occorre avere presente il bagaglio scientifico proprio della nostra professione per evitare la disinformazione che porta a quelle associazioni di parole, molto frequenti nelle curve degli stadi; tali associazioni di parole (Napoli – colera) sono a noi ben note per tristi pregressi. Una corretta informazione passa attraverso non solo il chi (immigrati) ed il dove (Napoli) ma anche attraverso il come ed il quando. Il “come”: il colera è provocato da un batterio (vibrione) che ha una trasmissione orofecale per cui i nostri livelli di “sanitation” (igiene delle acque e degli alimenti, evacuazione delle acque nere attraverso un sistema fognario chiuso) impediscono la trasmissione in Italia della malattia. Naturalmente chi viaggia in Paesi dove non sono ancora raggiunti tali livelli di sanitation può contrarre tale malattia e può portarla con sé durante lo spostamento soprattutto se è dotato di un regolare permesso di soggiorno; chi non ha un permesso di soggiorno difficilmente può arrivare in Italia con una malattia infettiva a decorso acuto. Il “quando”: l’elemento di contesto fondamentale caratterizzante il nostro tempo è dato dalla globalizzazione con i rapidi spostamenti di luogo attraverso i viaggi aerei. Questo di conseguenza consente l’importazione di alcune malattie infettive; è noto ad esempio che i casi malaria in Italia sono dovuti essenzialmente a nostri connazionali che sono infettati durante la loro permanenza per vari motivi all’estero e si ammalano al loro rientro. Inoltre i casi di “West Nile fever” o di “Chikungunya disease” sono legati alla presenza ormai consolidata sul nostro territorio di zanzare nominate Aedes Aegypti; tale presenza è favorita dal cambio climatico che si sta realizzando nei nostri tempi. Per questo solo una corretta informazione della quale noi, in campo sanitario, siamo i principali depositari, consente la giusta lettura di situazioni che altrimenti finiscono per alimentare discriminazioni che, come tutte le disuguaglianze, finiscono per diventare oneri del sistema sanitario nazionale.