Normativa

Apertura studio odontoiatrico

Apertura ed esercizio di uno studio odontoiatrico

Il presente lavoro ha lo scopo di fornire ai colleghi delle indicazioni sulla normativa per l'esercizio della professione odontoiatrica. Le norme qui raccolte sono quelle da noi conosciute al 30/06/05. (Essendo ipotizzabili modifiche o interpretazioni diversificate è opportuno verificarne la concreta attuazione presso gli organismi competenti)

Possono esercitare l'odontoiatria:

1) gli iscritti all'albo degli Odontoiatri;

2) gli iscritti all'albo degli odontoiatri e dei medici chirurghi (doppia iscrizione).

 

La professione odontoiatrica può essere esercitata in forma individuale, oppure in forma di associazione con altri professionisti.

A tutt'oggi non sono state regolamentate le società fra professionisti. A riguardo vi sono vari progetti di legge e numerose e discordi sentenze in merito.

Ove lo ritenesse opportuno, il professionista può avvalersi di società commerciali per fornirsi dei servizi necessari all'espletamento della propria professione. Sia chiaro, però, che il fruitore dei servizi resi da tali società è il sanitario stesso, La società di servizi mai dovrà interporsi nel rapporto medico-paziente, sarà sempre il sanitario ad effettuare la prestazione professionale. Il Consiglio Direttivo dell'Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Napoli con delibera approvata il 23.5.1988, ha fatto divieto agli odontoiatri l'esercizio in forma associativa o societaria con soggetti che esercitano arti ausiliarie sanitarie, quale risulta essere l'attività dell'odontotecnico. Gli odontoiatri pertanto non possono condividere appartamenti o locali o qualunque ambiente adibito a studio professionale con odontotecnici, fatta eccezione per i casi in cui esista un regolare rapporto di dipendenza, notificato all'Ordine, ovvero di esercitare negli ambienti lavorativi degli stessi odontotecnici.

Lo studio professionale privato o personale di un singolo professionista o di più professionisti in associazione non è struttura ambulatoriale avente individualità e organizzazione propria ed autonoma, ma rappresenta solo il luogo ove il professionista fornisce la propria prestazione d'opera. E' obbligatorio richiedere al Sindaco l'autorizzazione all'esercizio, se attrezzati per erogare prestazioni di chirurgia ambulatoriale, ovvero procedure diagnostiche e terapeutiche di particolare complessità o che comportino un rischio per la sicurezza del paziente. Non è obbligatorio richiedere l'autorizzazione alla realizzazione, necessaria invece per le strutture ambulatoriali. (Delibera della Giunta Regionale n.7301/01 pubblicata sul BURC dell' 11/01/2002).

Adempimenti necessari per l'esercizio dell'odontoiatria in uno studio professionale privato o personale di un singolo professionista, o di più professionisti in associazione.

1) Dichiarazione di responsabilità sulla base delle delibere del Consiglio Direttivo dell'OMCeO di Napoli del 23.02.95 in conformità alle delibere del 23.05.88 e del 12.11.90 (all. 1)

2) Pagamento della quota annuale d'iscrizione all'Albo professionale.

3) Pagamento delle quote previste all'ENPAM.

4) Pagamento quota ONAOSI.

5) Apertura partita I.V.A.

6) Pagamento dell'imposta regionale sulle attività professionali (IRAP).

7) Autorizzazione sindacale all'esercizio e funzionamento ai sensi del decreto giunta regionale 73/01 (.G.R. Campania 11/01/2002 ).

8) Rispetto delle norme del Codice Deontologico.

9) Rispetto dei tariffari minimi ordinistici (D.G.R. 17/02/1992 -).

10) Rispetto degli adempimenti previsti dalla legge 175 sulla pubblicità sanitaria.

11) Rispetto delle normative previste per l'educazione medica continua (E.C.M).

12) Rispetto legge privacy, (675/96) e successive.

13) Rispetto delle norme sulla protezione dal contagio professionale da HIV (D.M.della Sanità 28.9.90).

Autorizzazione sindacale all'esercizio e funzionamento (D.G.R. Campania n.7301 del 31.12.2001 pubblicata l'11/01/2002: Nota sintetica).

 

 

PREMESSO che:

• con deliberazione n° 3958 del 7 agosto 2001 la Giunta Regionale ha recepito il documento elaborato dalla Commissione tecnica, appositamente incaricata con D.P.G.R. n°8329 del 30.11.2000, e per l'effetto ha approvato:

• i requisiti minimi strutturali tecnologici ed organizzativi per l'autorizzazione alla realizzazione ed all'esercizio delle attività sanitarie e socio-sanitarie delle strutture pubbliche e private della Regione Campania, così come definiti nel documento stesso;

omissis

CONSIDERATO che:

• a seguito dell'entrata in vigore della citata deliberazione Giunta Regionale 3958/2001, sono pervenute all'Assessorato alla Sanità numerose richieste di chiarimenti da parte dei soggetti pubblici e privati destinatari del provvedimento, relative sia alla esplicitazione delle procedure da attivare, sia all'interpretazione di alcuni aspetti tecnici dei requisiti minimi definiti nel provvedimento stesso;

• nell'intento di agevolare la puntuale applicazione del deliberato e facilitare, per quanto possibile, i complessi adempimenti a carico dei soggetti interessati, è emersa l'opportunità di dare risposta puntuale ai quesiti espressi;

omissis

• la Commissione ha provveduto:

• a redigere una nota di chiarimenti ai quesiti posti, tale da agevolare la puntuale applicazione della delibera 3958/2001 e facilitare, per quanto possibile, i complessi adempimenti a carico dei soggetti interessati;

• a rettificare e modificare il testo approvato con la medesima delibera n.3958/2001 sulla base delle osservazioni fatte pervenire dai soggetti interessati, recependo quelle che, compatibili con le norme di riferimento nazionali e regionali, non alterano i contenuti sostanziali del provvedimento ma lo rendono di più facile lettura e di più semplice applicazione;

RITENUTO:

- di dover far proprio l'elaborato della Commissione tecnica di che trattasi e di approvare, in conseguenza, il nuovo documento, a modifica di quello approvato con la citata delibera n.3958/2001;

omissis

 

La Giunta, in conformità, a voti unanimi

D E L I B E R A

Per quanto esposto in narrativa e che qui si intende riportato:

- di recepire integralmente il nuovo il documento elaborato dalla Commissione tecnica costituita con D.P.G.R. 8239 del 30.11.2000, ed integrata con D.G.R. n° 3008 del 15.06.2001 che viene allegato alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale, e che sostituisce, a tutti gli effetti, il documento approvato con D.G.R. n°3958 del 07.08.2001;

- di fissare in 90 giorni decorrenti dalla data di pubblicazione sul BURC (11.01.02) della presente deliberazione il nuovo termine entro il quale i soggetti interessati, pubblici e privati, dovranno presentare ai Comuni territorialmente competenti la domanda di rilascio di nuova autorizzazione all'esercizio;

 

 

 

DEFINIZIONE DEI REQUISITI STRUTTURALI, TECNOLOGICI ED ORGANIZZATIVI MINIMI PER LA REALIZZAZIONE E L'ESERCIZIO DELLE ATTIVITA' SANITARIE E SOCIO-SANITARIE DELLE STRUTTURE PUBBLICHE E PRIVATE DELLA REGIONE CAMPANIA - PROCEDURE DI AUTORIZZAZIONE

INTRODUZIONE

Omissis

 

 

A norma dell'art.8 ter del D.Lgs 229/99, per autorizzazione si intendono i distinti provvedimenti che consentono la realizzazione di strutture e l'esercizio di attività sanitarie e socio-sanitarie da parte di soggetti pubblici e privati.

Sono soggette ad autorizzazione: (alla realizzazione ndr)

- strutture che erogano prestazioni di assistenza specialistica in regime ambulatoriale come di seguito riportate: omissis......

- attività specialistiche ambulatoriali odontoiatriche;

omissis......

 

 

Sono soggette, altresì, ad autorizzazione all'esercizio dell'attività, così come previsto dal comma 2 dell'art.8 ter, introdotto dal decreto legislativo 229/99, gli studi odontoiatrici, medici e di altre professioni sanitarie, ove attrezzati per erogare prestazioni di chirurgia ambulatoriale, ovvero procedure diagnostiche e terapeutiche di particolare complessità o che comportino un rischio per la sicurezza del paziente, nonché le strutture esclusivamente dedicate ad attività diagnostiche svolte anche a favore di terzi. Per tali attività, in attesa dei provvedimenti di cui al 4° comma dello stesso art. 8 ter, valgono, per quanto applicabili, i requisiti minimi strutturali, tecnologici ed organizzativi stabiliti dalle presenti linee.

Con il presente documento vengono definiti i requisiti minimi strutturali, tecnologici ed organizzativi specifici richiesti per la realizzazione e l'esercizio delle attività sanitarie e/o socio-sanitarie delle strutture pubbliche e private della Regione Campania e le relative procedure di autorizzazione.

Per i requisiti minimi generali si fa rinvio a quelli previsti dal DPR 14 gennaio 1997 recante "Atto di indirizzo e coordinamento alle Regioni in materia di requisiti strutturali tecnologici ed organizzativi minimi per l'esercizio delle attività sanitarie da parte delle strutture pubbliche e private" nonché, per ciò che concerne - segnatamente - i requisiti minimi strutturali e tecnologici generali, alle specifiche norme nazionali, regionali e locali e, per la prevista parte di competenza, alle disposizioni internazionali.................omissis.

 

 

 

In esecuzione della D.G.R. n. 6418 del 23.11.2001 con il presente documento si fornisce riscontro ai numerosi quesiti pervenuti da parte dei soggetti pubblici e privati destinatari delle disposizioni di cui alla D.G.R. n. 3958/2001, allo scopo di agevolare l'applicazione di quanto disposto con la D.G.R. n. 3958 del 7.8.2001 stessa in materia di definizione dei requisiti minimi strutturali, tecnologici ed organizzativi da possedersi da parte delle strutture sanitarie e/o socio sanitarie pubbliche e private della Regione, nonché delle relative procedure autorizzative.

Si recepiscono, altresì, alcune richieste di modifiche, pervenute contestualmente ai citati quesiti, che senza alterare i contenuti sostanziali del provvedimento né, ovviamente, contrastare con le prescrizioni previste dalla vigente normativa nazionale e regionale, lo rendono non solo di più facile lettura ma, soprattutto, di più semplice applicazione.

Si provvede infine alla necessaria rettifica di alcuni errori materiali.

omissis

PARTE PRIMA

 

 

Chiarimenti su quesiti inerenti l'applicazione della D.G.R. 3958 del 7 agosto 2001, pubblicata sul BURC n. 46 del 10 settembre 2001.

I quesiti pervenuti riguardano sia problematiche di carattere generale che temi più specifici.

Le problematiche di carattere generale ineriscono, nella maggior parte dei casi, al regime autorizzativo ed ai conseguenti adempimenti dei soggetti destinatari; le problematiche emerse, invece, su temi più specifici riguardano la esplicitazione del senso di alcuni requisiti minimi previsti nel documento originario sia per tutte le categorie che per particolari categorie di soggetti.

Di seguito si riportano, pertanto, le corrette interpretazioni delle parti del documento originario oggetto di quesiti.

Regime autorizzativo per gli studi professionali odontoiatrici, medici e di altre professioni sanitarie.

Numerose richieste di chiarimenti hanno avuto ad oggetto la disciplina autorizzativa prevista nella D.G.R. n. 3958/2001 relativamente agli studi professionali odontoiatrici. Prima di entrare nel merito delle osservazioni pervenute e di esplicitare il senso delle prescrizioni contenute nel provvedimento regionale relativamente a tale fattispecie, occorre richiamare, in sintesi, la portata della normativa nazionale che si presenta di non facilissima lettura, trattandosi di un complesso di previsioni emanate in successione temporale ove le prime risultano integrate o addirittura innovate dalle ultime e per alcuni aspetti la normazione è ancora in fieri.

Il D.P.R. 14.01.1997, emanato in vigenza del D.l.gs 502/92, si limitava a disciplinare i requisiti minimi richiesti per l'esercizio delle attività sanitarie e/o socio sanitarie delle strutture pubbliche e private secondo quanto riportato nell'allegato al decreto stesso.

Il D.l.gs 229/99, all'art. 8 ter, ha introdotto un nuovo ambito autorizzativo, quale quello dell'autorizzazione alla realizzazione di strutture sanitarie e/o socio sanitarie.

Dal combinato disposto dei commi 1 e 3 dell'articolo in questione risulta che per la realizzazione di strutture sanitarie e/o socio sanitarie - intendendosi con tale espressione la costruzione di nuove strutture, l'adattamento di strutture già esistenti e la loro diversa utilizzazione, l'ampliamento o la trasformazione, nonché il trasferimento in altra sede - il Comune acquisisce ... omissis ... "la verifica di compatibilità del progetto da parte della Regione. Tale verifica è effettuata in rapporto al fabbisogno complessivo ed alla localizzazione delle strutture presenti in ambito regionale"... omissis.

Pertanto, ognuna delle fattispecie innanzi elencate richiede, ai fini dell'autorizzazione alla realizzazione, la previa verifica regionale di compatibilità rispetto al fabbisogno ed alla localizzazione delle strutture.

Non rileva, in questo caso, che la struttura sanitaria e/o socio sanitaria da realizzare intenda proseguire o meno il percorso previsto dall'art. 8 quater e seguenti per l'erogazione di prestazioni a carico del S.S.N.

In altri termini chi intenda realizzare (nell'accezione prima definita) una struttura sanitaria e/o socio sanitaria non può sottrarsi all'autorizzazione, con le procedure definite; è invece libero, una volta realizzata la struttura e conseguita l'autorizzazione all'esercizio, di non adeguarsi agli ulteriori requisiti previsti dalla Regione (accreditamento istituzionale) per acquisire l'idoneità a vedersi remunerate dal S.S.R. le prestazioni erogate.

Un ulteriore novità nel regime autorizzativo, rispetto a quello del 1997, è stata introdotta dal comma 2 dell'art. 8 ter del D.l.gs 229/99, che assoggetta all'autorizzazione all'esercizio gli studi odontoiatrici, medici e di altre professioni sanitarie "ove attrezzati per erogare prestazioni di chirurgia ambulatoriale, ovvero procedure diagnostiche e terapeutiche di particolare complessità o che comportino un rischio per la sicurezza del paziente".

Questo è il contesto normativo nazionale di riferimento nel rispetto del quale è stato predisposto ed emanato il provvedimento di G.R. n. 3958/2001.

Dato atto che occorre rettificare alcuni errori materiali contenuti nel BURC n. 46 del 10 settembre 2001 (e a tanto si è provveduto nella parte seconda del presente documento) che possono avere indotto una lettura falsata del testo, si riporta la corretta interpretazione del regime autorizzativo previsto per gli studi odontoiatrici, medici, ecc.

Sono soggetti all'autorizzazione alla realizzazione, gli ambulatori odontoiatrici nonché medici, chirurgici e di altre professioni sanitarie, intendendosi con tale termine le strutture ambulatoriali aventi individualità e organizzazione propria ed autonoma e che, quindi non costituiscono lo studio privato o personale in cui il medico esercita la libera professione.

Tanto ai sensi dell'allegato al D.P.R. 14.1.1997 che disciplina i requisiti per le strutture che erogano prestazioni di specialistica ambulatoriale e dell'art. 8 ter, commi 1 e 3, del D.l.gs 229/99.

Sono soggetti all'autorizzazione all'esercizio non soltanto le strutture ambulatoriali specialistiche di cui sopra, ma altresì gli studi odontoiatrici, nonché medici, chirurgici e di altre professioni sanitarie, ove attrezzati per erogare prestazioni di chirurgia ambulatoriale, ovvero procedure diagnostiche e terapeutiche di particolare complessità o che comportino un rischio per la sicurezza del paziente. Tanto ai sensi del comma 2 dell'art. 8 ter più volte citato.

Restano, pertanto, esclusi dall'autorizzazione alla realizzazione gli studi professionali di cui al comma 2 dell'art. 8 ter del D.l.gs 229/99............omissis.

In alcuni quesiti è chiesto di precisare la eventuale documentazione da "utilizzare" per la richiesta di autorizzazione.

Si precisa che, al fine di rendere più semplice ed agevole la presentazione delle domande per il rilascio delle diverse fattispecie di autorizzazioni, sono stati riveduti i diversi modelli da utilizzare come fac-simile. Per ogni modello è stata chiaramente espressa la eventuale documentazione da allegare.

omissis

 

Requisiti minimi strutturali, tecnologici ed organizzativi.

 

 

Come precedentemente annunciato, le richieste di chiarimenti hanno riguardato anche l'esplicitazione del senso di alcuni requisiti minimi previsti nel documento originario; di seguito, pertanto, se ne riporta la corretta interpretazione.

A. Pavimenti

La quasi totalità delle istanze pervenute chiede di esplicitare non solo il significato dell'espressione "pavimento del tipo monolitico" richiesto, quale requisito strutturale, diffusamente nel documento originario in riferimento alle diverse tipologie di strutture, ma di chiarire, anche, se tale requisito è richiesto per l'intera struttura di volta in volta considerata ovvero deve necessariamente essere presente solo in particolari locali della struttura stessa.

Al proposito si precisa:

per pavimento del tipo monolitico si deve intendere :

 "pavimento privo di discontinuità, perfettamente lavabile, decontaminabile, non assorbente"; tale pavimento, con raccordo arrotondato alle pareti, è richiesto quale requisito minimo in tutti gli ambienti dove si effettuano prestazioni sanitarie..........omissis.

B. Requisiti minimi strutturali.

Specifici quesiti riguardano alcuni requisiti strutturali richiesti per i laboratori generali di base, specializzati, nonché i laboratori generali di base con settori specializzati.

In particolare viene richiesto:

a) se l'area di attesa può essere allocata nel locale destinato alle attività amministrative;

b) se l'espressione servizi igienici distinti per gli operatori deve intendersi "servizi igienici dedicati agli operatori";

c) se il locale/armadio per materiale sporco può essere adibito anche al deposito dei rifiuti;

 

 

La risposta è affermativa per tutti i quesiti posti..........omissis.

 

 

REQUISITI MINIMI STRUTTURALI

Gli studi professionali odontoiatrici dovranno essere dotati di area confortevole dotata di un adeguato numero di posti a sedere rispetto ai picchi di frequenza di accesso.

Dovranno essere dotati, inoltre, di:

• spazi per l'accettazione e le attività amministrative;

• spazi distinti per le funzioni direzionali;

• qualora nello stesso presidio coesistano attività sanitarie diverse gestite dalla stessa titolarità, gli spazi per l'attesa, l'accettazione, le attività amministrative e la comunicazione interna del personale (se prevista), possono essere in comune per le diverse tipologie prestazioni erogate nel presidio purché opportunamente dimensionati;

• locale/armadio spogliatoio per il personale;

• locale/armadio per deposito di materiale sporco;

• locale/armadio per deposito di materiale pulito;

• locale/armadio per le attrezzature e il materiale per la pulizia;

• spazi/armadi per deposito materiale d'uso, attrezzature, strumentazioni;

• locale/spazio per ogni riunito odontoiatrico, per l'esecuzione delle prestazioni, dotato di adeguata illuminazione ed aerazione;

• per gli studi con una sola unità operativa (un operatore abilitato all'esercizio dell'odontoiatria - piccoli carichi di lavoro), dovrà essere previsto almeno un servizio igienico dedicato all'utenza e al personale, di facile accesso e dotato di antibagno, se non collocato in un disimpegno e/o corridoio;

• per studi con più unità operative, almeno un servizio igienico dedicato all'utenza ed uno dedicato al personale, di facile accesso;

• in presenza di unità di radiologia, essa deve essere posta in un locale conforme alle vigenti disposizioni in tema di radioprotezioni;

• sistema di raccolta e spazio o locale adeguato allo stoccaggio dei rifiuti pericolosi tali da non determinare condizioni di antigienicità in conformità alle norme vigenti;

• spazio/locale per la linea di sterilizzazione sporco-pulito;

• le superfici devono risultare resistenti al lavaggio e alla disinfezione, lisce, con raccordo arrotondato al pavimento. quest'ultimo deve essere non inquinante, del tipo monolitico, resistente agli agenti chimici e fisici, antisdrucciolo.

• REQUISITI MINIMI IMPIANTISTICI

• tutti i locali devono essere dotati di adeguata illuminazione e ventilazione nel rispetto delle normative vigenti e di adeguate condizioni climatiche;

• impianto idrico provvisto di acqua calda e fredda; impianto di aspirazione chirurgica ad alta velocità se necessario, con scarichi dell'aria reflua all'esterno del locale operativo.

REQUISITI MINIMI TECNOLOGICI

• riunito odontoiatrico conforme alle normative CE , corredato dei relativi accessori, lampada scialitica, gruppo idrico, turbine e/o manipoli per micromotori, ablatori per tartaro e relative punte di ricambio monouso o autoclavabili a 137° C in quantità sufficiente a garantire la sterilizzazione in relazione al turn over dei pazienti;

• serie di arredi adibiti allo stoccaggio e alla rimessa degli strumenti sterilizzati e di tutto il materiale necessario alla pratica odontoiatrica, almeno un mobile lavello, con comando non manuale, destinato al lavaggio degli operatori ed un ulteriore lavello nella zona sterilizzazione/locale per il lavaggio degli strumenti;

• autoclave a vapore acqueo con cicli di sterilizzazione adeguati allo strumentario utilizzato. sistema di controllo dell'efficienza del ciclo di sterilizzazione mediante il monitoraggio dei parametri chimico-fisici; verifica annuale dell'efficienza della sterilizzatrice mediante test microbiologico. Per le parti non sterilizzabili in autoclave va prevista idonea sterilizzazione secondo le indicazioni del fabbricante;

• termosaldatrice;

• sediolini operatore;

• apparecchiature, strumentazioni tecniche e materiali specifici adeguati alle prestazioni svolte (igiene e profilassi, conservativa, endodonzia, chirurgia orale, parodontologia, implantologia, protesi, ortodonzia, pedodonzia), conformi alle normative CE.

Deve essere presente un carrello di emergenza in conformità delle indicazioni previste per le attività specialistiche ambulatoriali chirurgiche..

REQUISITI MINIMI ORGANIZZATIVI

Il titolare dello studio deve essere in possesso dei requisiti di legge previsti per lo svolgimento delle attività ai sensi delle leggi vigenti.

Dovranno essere previsti:

• contratto di smaltimento rifiuti speciali e liquidi radiografici con ditta autorizzata, se si utilizzano sviluppatrici ad umido;

• in presenza di apparecchio di radiologia, è obbligatoria la nomina di un esperto qualificato e l'applicazione di quanto previsto dalle normative vigenti in materia di sorveglianza sanitaria;

• per ogni paziente deve essere approntata una scheda clinica ambulatoriale nella quale siano riportati i dati anamnestici, obiettivi, esami diagnostici, terapie e prescrizioni;

• le attività di sanificazione devono essere garantite secondo modalità e criteri adeguati;

• nella pratica dell'implantologia e della chirurgia orale avanzata è obbligatorio l'uso di materiale monouso sterile (guanti, camici, teli, cannule, ecc.) e di tutte le procedure proprie della asepsi operatoria;

• per la tutela del paziente dal rischio di infezioni ed in ottemperanza alle norme relative alla protezione da contagio, tutto ciò che viene a contatto diretto con i tessuti o i fluidi del paziente deve essere sterilizzabile o monouso.

 

 

I requisiti minimi strutturali, impiantistici, tecnologici ed organizzativi previsti per gli studi professionali si applicano anche agli ambulatori odontoiatrici pubblici o privati, tenendo conto della tipologia e del volume delle prestazioni erogate...............omissis.

 

 

ALLEGATO C - Mod. AESER 1

 

 

DOMANDA PER IL RILASCIO DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'ESERCIZIO DI STRUTTURA SANITARIA E/O SOCIO SANITARIA DI NUOVA REALIZZAZIONE

Al Comune di

_____________________

 

 

A

Il/la sottoscritto/a ______________________________________________________________

Nato/a a________________________________________ Prov. di _____ il _______________

Residente a ______________________Via _________________________________n. ______

Codice Fiscale n: _________________ Telefono n ___________________________________

 

 

B

In qualità di titolare/Legale rappresentante della Società/Ente/Azienda ____________________

Partita IVA ______________________ con Sede in __________________________________

Via ______________________________________________________________n _________

 

 

Chiede il rilascio dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività sanitaria (o socio-sanitaria)

C

nella struttura sanitaria (o socio-sanitaria) denominata (1) :

___________________________________________________________________________

per l'erogazione di prestazioni (2): ________________________________________________

in regime (3): ________________________________________________________________

con una dotazione di (4) n: _______ posti letto

 

 

D

dello studio odontoiatrico/medico o di altra professione sanitaria, soggetto ad autorizzazione all'esercizio ai sensi della D.G.R. n. ______ del _________.

realizzato nella unità immobiliare sita in codesto Comune, via ___________________________

A tale scopo, consapevole della responsabilità penale cui può andare incontro in caso di dichiarazioni mendaci, dichiara:

 che la/lo struttura/studio è stata/o realizzata/o in conformità al progetto* sulla base del quale è stata rilasciata l'autorizzazione alla realizzazione/trasferimento, con atto del _________ n. ___ del ______;

 che la/lo stessa/o rispetta la normativa vigente in materia igienico-sanitaria e di sicurezza del lavoro ed è in possesso dei requisiti minimi in conformità a quanto richiesto dalla deliberazione della G.R. n. _______ del______;

 che la direzione sanitaria/responsabilità** è affidata al dott. ___________________________

nato il ______________ Laureato in _______________________________________________

presso l'Università degli studi di ________________________________ il ________________

specialista in _________________________________________________________________

iscritto presso l'Ordine dei _____________________________ della Provincia di ___________.

 

 

Per tale autorizzazione presenta separata istanza per il rilascio del certificato di agibilità.

Firma del Titolare o Legale rappresentante: ________________________________________

(per esteso)

*riportare gli estremi dell'autorizzazione al trasferimento solo per gli studi odontoiatrici, medici e di altre professioni sanitarie e per le strutture da trasferire nello stesso ambito distrettuale, senza ampliamento e trasformazione;

** ove richiesta

Istruzioni per la compilazione del Modello Aeser.1

 

 

La domanda di autorizzazione all'esercizio di struttura sanitaria e/o socio sanitaria di nuova realizzazione deve essere presentata in duplice copia al Comune.

Il riquadro A deve essere sempre compilato integralmente.

Il riquadro B deve essere compilato nel caso in cui la titolarità della struttura sia di una Società, Ente, Azienda o comunque di una persona giuridica;

Il riquadro C deve essere compilato indicando:

al punto (1) la denominazione della struttura;

al punto (2) la tipologia delle prestazioni che si intende erogare a seguito di autorizzazione all'esercizio nell'ambito di quelle individuate dalla DGR n°___________ del ________ e precisamente:

 

 

nel regime ambulatoriale extra o intraospedaliero:

1) specialistiche mediche: classe 1-2-3.

2) specialistiche chirurgiche: classe 1-2-3.

3) odontoiatriche.

omissis........

 

 

 

 

 

 

 

al punto (3) il regime individuato come sopra: ambulatoriale; ospedaliero; residenziale; semiresidenziale.

al punto (4) ilnumero dei posti letto, riportati per singola disciplina nel caso di presidi ospedalieri, o nel caso di strutture residenziali o semiresidenziali dei quali si richiede l'autorizzazione all'esercizio.

Il riquadro D deve essere compilato nel caso in cui la domanda si riferisce all'autorizzazione all'esercizio di uno studio odontoiatrico, medico o di altra professione sanitaria.

La domanda deve essere sottoscritta dal titolare della struttura (o studio) o dal suo legale rappresentante (o da tutti gli associati in studio).

Omissis......

 

 

 

 

 

 

 

 

REQUISITI MINIMI GENERALI PER GLI STUDI PROFESSIONALI ODONTOIATRICI

(DPR 14.01.1997)

 

1) protezione antisismica: vedi normativa urbanistica del comune d'appartenenza

2) Protezione antincendio (legge 626/94) e successive.

3) Protezione acustica: (legge 626/94) e successive.

4) Sicurezza e continuità elettrica: La norma CEI 644 art. 1.2.01, denominata impianti elettrici in locali ad uso medico identifica gli studi odontoiatrici come ambulatori medici di tipo A, cioè locali adibiti ad uso medico nei quali si utilizzano apparecchiature elettromedicali, con parti applicate, evitando il ricorso all'anestesia generale .

Gli impianti elettrici devono essere conformi alle norme vigenti (Legge 46/90), in particolare devono rispondere ai seguenti requisiti:

a) essere progettati a regola d'arte da professionisti con specifica competenza (L. 46/90 art. 6);

b) la messa in opera dell'impianto elettrico deve essere eseguito a regola d'arte da impresa installatrice iscritta alla Camera di Commercio, o all'Albo Provinciale delle Imprese Artigiane ed in possesso del " certificato di riconoscimento" abilitante ad operare in questo settore ( L. 46/90 art. 3 e 7);

c) l'impresa installatrice deve rilasciare una dichiarazione di conformità dell'impianto a regola d'arte completa degli allegati previsti (D.M. 20.2.92 e succ. integrazioni) equivalente a tutti gli effetti ad omologazione dell'impianto ;

d) Entro 30 gg.dalla messa in esercizio dell'impianto bisogna inviare la dichiarazione di conformità all'ISPELS ed alla ASL o ARPA territorialmente competente. L'ISPELS effettua verifiche a campione.

I progetti devono contenere gli schemi dell'impianto e i disegni planimetrici, nonché una relazione tecnica sulla consistenza e tipologia dell'installazione, trasformazione o ampliamento dell'impianto stesso. Devono essere individuati i materiali, i componenti da utilizzare e le misure di prevenzione da adottare (norme UNI e CEI).

Poiché l'odontoiatra titolare dello studio (pur non avendo specifiche conoscenze tecniche) risponde personalmente agli Organi di verifica appare consigliabile che il progettista e l'esecutore dell'impianto non siano la stessa persona affinchè il primo agisca come controllore del secondo.

Il medico/odontoiatra ha l'obbligo di far eseguire la necessaria manutenzione e verifiche periodiche (semestrali/biennali) da tecnico qualificato il quale dovrà riportare i risultati delle stesse su apposito registro da conservare in studio il tutto al fine di mantenere nel tempo la sicurezza e l'affidabilità dell'impianto.

La norma CEI prevede che debbano essere disponibili presso lo studio, per consentire le verifiche i seguenti documenti:

a) planimetria dei locali;

b) planimetrie indicanti il posizionamento dei nodi equipotenziali con i relativi collegamenti e destinazioni;

c) documentazione relativa alle apparecchiature elettromedicali in uso secondo la direttiva CE 93/42.

d) Documentazioni finali di progetto (schemi , piani di installazione disegni planimetrici)

e) Esito negativo delle verifiche periodiche.

 

MODIFICA SOSTANZIALE DELL'IMPIANTO

RICHIESTA DEL DATORE Di LAVORO

Variazioni relative agli ìmpianti: Il datore di lavoro comunica tempestivamente all'ufficio competente per territorio dell'ISPELS e alle ASL o alle ARPA compe¬tenti per territorio la cessazione dell'esercizio, le modi¬fiche sostanziali preponderanti e il trasferimento o spo¬stamento degli impianti.

• Il modello B (in cartoncino rosa formato A4 con i( quale si effettuavano in precedenza le denuncie degli impianti di messa a terra) è stato abrogato.

SANZIONI: ai sensi dell'art. 9 comma 2 dei DPR 462/01, si applicano le sanzioni previste dal D.Lgs 758/94 per le violazioni alle disposizioni contenute negli articoli abrogati dal DPR 462/01.

Pertanto, in caso di omesso invio della dichiarazione di conformità per nuovi impianti o di mancata richiesta di effettuazione delle verifiche periodiche, si applicano le sanzioni previste dall'art. 389 punto e) dei DPR 547/55, con le modalità di cui al D.Lgs. 758/94, secondo la procedura prevista nel protocollo d'intesa richiamato al punto precedente e sono comminate dagli organi di vigilanza aventi qualifica di U.P.G. ex art. 21 L. 833/78 dell'ASL territorialmente competente.

 

 

NUOVE NORME CEI

E' stata pubblicata la norma CEI 64 8/7; V2, ossia la Variante 2 della parte 7, ossia la Sezione 710 "locali ad uso medico"

N.B.: Impianti elettrici nei locali adibiti ad uso medico"

Per impianti elettrici nei locali adibiti ad uso medico" (Norma CEI 64 8/7/V2, Sezione 710) si intendono i in locali destinati a scopi diagnostici, terapeutici, chirurgici, di sorveglianza o di riabilitazione dei pazienti.

 

 

 

• Per gli apparecchi elettromedicali vedere la norma CEI 62 5

• Gli impianti già realizzati o in corso di realizzazione, secondo la norma CEI 64 4 sono ritenuti egualmente idonei agli effetti della sicurezza.

• Gli studi dentistici sono GRUPPO 1

• Le verifiche iniziali devono essere effettuate prima della messa in servizio iniziale e, dopo modifiche o ripara¬zioni, prima della nuova messa in servizio. Consistono in:

-misure per verificare il collegamento equi¬potenziale supplementare;

-misure delle correnti di dispersione dell'avvolgimento secondario a vuoto e sull'involucro dei tra¬sformatori per uso medicale;

-esame a vista per controllare che siano state rispettate le altre prescrizioni della presente sezione.

 

• Verifiche periodiche:

-controllo, mediante esame a vista, delle tara¬ture dei dispositivi di protezione regolabili: un anno;

-misure per verificare il collegamento equi¬potenziale supplementare: tre anni;

-prova di intervento, con ldn, degli interrutto¬ri differenziali: un anno.

 

Le verifiche e i loro risultati devono essere riportati su di un registro corredato da un timbro e firma dei tecni¬co qualificato incaricato dal dentista della verifica e dalla data di verifica (tale registro non deve necessaria¬mente essere quello predisposto dal CEI).

La norma CEI 64 13 (guida alla norma CEI 64 4) forni¬sce gli esempi di registri dove riportare le diverse veri¬fiche periodiche.

 

 

RIEPILOGATIVO DEGLI OBBLIGHI DERIVANTI DAL D.P.R. 462/2001

l. Obblighi dell'installatore che esegue un impianto nuovo o effettua sostanziali modifiche su impianto esi¬stente.

. Redige la dichiarazione di conformità (L. 46/90 e DM 20/2/92) e la rilascia al datore di lavoro.

2. Obblighi dell'ISPESIL

. Comprova la ricezione delle dichiarazioni di conformità trasmesse al fine di documentare l'adempi¬mento dell'obbligo;

. Trasmette le risultanze all'ARPA.

3. Obblighi dell'ARPA

. Comprova la ricezione delle dichiarazioni di conformità e delle richieste di effettuazione di verifiche periodiche, al fine di documentare l'adempimento del¬'obbligo;

. Effettua l'omologazione degli impianti elettrici in luoghi con pericolo di esplosione;

. Effettua le verifiche periodiche e straordinarie richieste;

. Mette a disposizione della Direzione Sanità Pubblica dell'Assessorato Regionale alla Sanità l'archi¬vio informatico delle dichiarazioni di conformità, delle richieste trasmesse e delle verifiche effettuate.

 

4. Obblighi dei Datore di Lavoro

4.1 Dopo la messa in servizio di un impianto nuovo o di impianto esistente oggetto di sostanziali modifiche:

Classifica gli impianti ed individua la periodicità (quinquennale per impianti ordinari, biennale per impianti in cantieri, locali adibiti ad uso medico, ambienti a maggior rischio in caso di incendio, luoghi con pericolo di esplosione);

Invia, entro 30 giorni dalla messa in esercizio, la dichiarazione di conformità (con l'allegato modulo di trasmissione, reperibile presso ISPESL o ARPA):

- - ALL'ISPESL E ALL'ARPA PER I DISPOSITIVI DI PROTEZIONE CONTRO LE SCARICHE ATMOSFERICHE E GLI IMPIANTI Di TERRA;

- - Effettua la regolare manutenzione;

Fa effettuare, alla scadenza, la verifi¬ca periodica rivolgendosi all'ARPA o ad eventuali orga¬nismi individuati dal Ministero delle attività produttive.

4.2 Per impianti preesistenti all'entrata in vigo¬re DPR 462/01 (23 gennaio 2002):

-Effettua regolare manutenzione;

-Classifica gli impianti ed individua la periodicità (quinquennale o biennale).

Ed inoltre:

4.2.1 Se gli impianti sono già stati verificati in passato da strutture pubbliche (ISPESL, ASL o ARPA) e quindi esiste un verbale:

. Confronta le scadenze previste dal DPR per le verifiche periodiche biennali o quinquennali con la data dell'ultima omologazione o verifica dell'im¬pianto e, se il biennio o il quinquennio è stato superato, chiede all'ARPA (o agli organismi se individuati ed atti¬vi) l'effettuazione della verifica periodica.

4.2.2 Se gli impianti, regolarmente denunciati al momento della messa in servizio, non sono mai stati sottoposti a omologazione o verifica da strutture pub¬bliche:

. Confronta le scadenze previste dal DPR per le verifiche periodiche (biennali o quinquenna¬li) con la data della denuncia dell'impianto. Se il biennio o il quinquennio è stato superato, chiede all'ARPA (o agli organismi se individuati ed attivi) l'effettuazione della verifica periodica.

4.3 In caso di cessazione di esercizio o modifi¬che sostanziali:

. Comunica all'ISPESL e all'ARPA l'av¬venuta cessazione o l'effettuazione delle modifiche sostanziali apportate.

La complessità della normativa vigente rende difficile una disamina più sintetica della presente, per quanto concerne, tuttavia, la parte delle Verifiche Periodiche, riteniamo necessario tracciare una sintesi degli obblighi da ottemperare, inserendo anche alcune considerazio¬ne . Le verifiche dell'impianto di terra ex DPR 462 coincido¬no perfettamente con le verifiche di regolare manuten¬zione (unica eccezione la verifica della resistenza d'iso¬lamento, che ha periodicità triennale) sembra dunque inutile ripetere gli stessi controlli nello stesso anno da parte dei tecnico qualificato e contemporaneamente dall'Arpa o dall'Organismo Notificato.

Allo stato attuale, tuttavia, per evitare spiacevoli incon¬venienti sanzionatori,siamo obbligati ad ottemperare ad entram¬be le norme sostenen¬done i relativi costi.

Formalmente sarebbe sufficiente richiedere all'ARPA la verifica periodica con l'apposito modulo

Per la continuità elettrica sono obbligatorie solo le luci d'emergenza.

5) Sicurezza antinfortunistica: legge 626/ 1994 e successive.

Data la complessità delle norme applicative e le pesanti sanzioni previste per gli inadempienti, con responsabilità anche penali, si consiglia di approfondire la problematica con professionisti esperti o con le associazioni di categoria.

Queste sono le indicazioni di massima per adeguarsi alla su indicata normativa.

Adempimenti previsti per uno studio con meno di dieci dipendenti subordinati (sono da considerare lavoratori subordinati anche i sanitari consulenti, es. ortodontista):

a) far nominare dai lavoratori subordinati il proprio rappresentante per la sicurezza, verbalizzando la nomina. E' obbligatorio che il responsabile partecipi ad apposito corso di formazione della durata complessiva di 32 ore.

b) Nominare il responsabile per la sicurezza e la prevenzione (si può assumere direttamente l'incarico o conferirlo a professionisti), spedire l'atto di nomina all'ispettorato del lavoro e alla ASL competente

c) Se si decide di assumere direttamente l'incarico è obbligatorio frequentare un apposito corso di formazione della durata di 16 ore. Al termine di tale corso verra' rilasciato un attestato che dovra' essere spedito, unitamente all'atto di nomina all'ispettorato del lavoro e alla ASL. Solo i medici/odontoiatri che hanno assunto l'incarico di responsabile per la sicurezza e la prevenzione entro il 31/12/1996 e ne hanno dato comunicazione agli uffici competenti, sono esonerati dall'obbligo di partecipare al corso di formazione.

d) Conservare in studio il Registro degli infortuni opportunamente vidimato per registrare eventuali infortuni occorsi durante l'attività lavorativa.

e) Tutte le apparecchiature e attrezzature devono soddisfare i requisiti di sicurezza in vigore (G.U. 625 serie generale del 12/11/1994)

f) Sicurezza antincendio: valutare il rischio (generalmente nello studio odontoiatrico è basso). Adottare quegli accorgimenti finalizzati a: prevenire, segnalare, estinguere gli incendi (generalmente sufficiente n. 1 estintore ogni 50 mq.), informare i lavoratori su come evacuare le persone presenti, mantenere in efficienza le attrezzature antincendio ,nominare un responsabile per la sicurezza incendio,che abbia seguito idoneo corso.

6) Igiene dei luoghi di lavoro: già previsto dalla normativa specifica (adeguata areazione ed illuminazione ed adeguate condizioni climatiche). Se si tratta di locali interrati o seminterrati bisogna ottenere l'autorizzazione dall'ufficio di Igiene e Medicina del Lavoro

7) Protezione dalle radiazioni ionizzanti:

 

 

 

DETENZIONE APPARECCHI RX

 

 

Il D. Lgs. 230/95 disciplina gli atti amministrativi relativi all'impiego di sorgenti emittenti radiazioni ionizzanti.Dal 1° gennaio2001 l'entrata in vigore del D.Lgs 241/00 e successivamente dal 19 luglio 2001 con l'entrata in vigore del D. Lgs. 257/01

L'impiego di una o più apparecchiature a raggi x, (poiché è una attività umana suscettibile di aumentare l'esposizione degli individui alle radiazioni),obbliga il dentista all'applicazione dell'art.22 "comunicazione preventiva di pratica".

La cessazione dell'uso di un apparecchio Rx porta all'applicazione dell'art.24 "comunicazione preventiva di cessazione di pratica".

In entrambi i casi il dentista deve rivolgersi ad un "esperto qualificato" in quanto parte della comunicazione deve essere elaborata e sottoscritta dall'esperto medesimo.

Tale comunicazione deve essere trasmessa trenta giorni prima dell'entrata in funzione del nuovo apparecchio o della sua cessazione.

RADIOPROTEZIONE

Dal 1° gennaio 2001 sono entrati in vigore i decreti legislativi 187/2000 e 241/2000; dal 19 luglio 2001 è in vigore anche il D.L. 257/2001. Le disposizioni contenute nei rispettivi decreti citati, integrano e modificano il D.L. 230/95 in tema di radiologia e radioprotezione.

Il D.L. 230 del 1995 in vigore dal 1° gennaio 1996, rendeva obbligatoria la sorveglianza fisica della protezione mediante la nomina di un "esperto qualificato " con controlli periodici stabiliti dalla stessa figura professionale. I decreti 241/2000 e 257/2001 modificano il precedente decreto 230 del 1995 sostanzialmente sulla tenuta dei documenti.

Per contro il decreto 187/2000 introduce delle sostanziali novità che possiamo riassumere come segue:

• Introduzione del principio di "giustificazione" (considerazione rischio-beneficio per il paziente)

• Introduzione del principio di "ottimizzazione" (riduzione delle emissioni radiogene a livelli più bassi possibili)

• Programma di "garanzia di qualità" razionalizzazione delle procedure radiologiche in studio.

• Responsabilità dell'impianto radiologico che ricadono, comunque, sull'Odontoiatra titolare, in quanto obbligato all'applicazione delle norme previste dal D.L. 187/00.

• Il D.L. 230/95 riteneva sufficiente il controllo da parte dell'esperto qualificato. Per la tutela del paziente, il D.L. 187/00 rende necessaria la nomina dell'"esperto in fisica medica". Le due cariche possono essere coperte dal medesimo professionista, se provvisto di entrambi i titoli.

• La periodicità dei controlli dell'esperto di fisica medica è decisa dal responsabile dell'impianto radiologico (l'odontoiatra).

• Obbligo di registrazione delle singole immagini. La Regione, al fine di valutare l'esposizione a radiazioni della popolazione può richiederlo, ciò rende opportuna la registrazione su cartelle cliniche, quaderni o file.

• Obbligo di esposizione in studio delle note informative per pazienti ed accompagnatori.

 

 

 

8)Abbattimento delle barriere architettoniche

Obbligatoria solo per:

 

a) - edifici pubblici;

b) - edifici di edilizia residenziale di nuova costruzione o adibiti a servizio pubblico.

Non sono soggetti quindi gli studi professionali odontoiatrici e le strutture ambulatoriali private che lavorano in regime libero-professionale non convenzionato (Decreto Ministero Lavori Pubblici 14 giugno 1989 n. 286, circolare M.L.P. 22 giugno 1989 n. 1669, legge 5 febbraio 1992 n. 104, D.P.R. 24 luglio 1996 n. 503); ( Questa interpretazione non è da tutte le autorità condivisa )

 

 

9) Smaltimento dei rifiuti:

 

 

Il decreto legislativo 5 Febbraio 1997, n°22 e le successive modifiche ed integrazioni hanno definito le incombenze alle quali sono sottoposti gli studi odontoiatrici per quanto riguarda la gestione dei rifiuti pericolosi e non pericolosi prodotti all'interno di queste strutture.

Le normative attuali prevedono:

1) Contratto con un'azienda autorizzata al trasporto iscritta all'Albo smaltitori;

2) Registro di carico e scarico vidimato;

3) Contenitori omologati per i rifiuti sanitari pericolosi e per i liquidi esausti di sviluppo e fissaggio per Rx

4) Ammasso temporaneo dei rifiuti sanitari fino a 30 gg. per quantitativi non superiori ai 200 lt.;

5) Ammasso temporaneo dei liquidi esausti fino ai 10 metri cubi da smaltire in un anno;

6) Formulario di identificazione in 4 copie;

7) Denuncia annuale al catasto dei rifiuti (MUD) con i nuovi codici europei. (Solo per le STRUTTURE, gli studi professionali non hanno obbligo ne di registro ne di MUD ma una recente sentenza europea ha asserito il contrario siamo in attesa di una risposta dai ministeri competenti che faccia chiarezza.)

Con la pubblicazione sulle G.U. 109 e 110 dei D.M. 145 e 148/98 sono stati stabiliti i modelli uniformi per il registro di carico e scarico dei rifiuti. Il registro utilizzato dovrà essere preventivamente vidimato presso l'Ufficio del Registro e contenere le seguenti indicazioni:

- n° progressivo di registrazione

- data di produzione o di scarico del rifiuto (entro il tempo massimo di una settimana oppure di un mese in caso di tenuta dei registri da parte delle società di servizi delle associazioni di categoria);

- caratteristiche del rifiuto:

• codice CER;

• caratteristiche fisiche (solido, liquido ecc.)

- quantità del rifiuto;

- descrizione eventuale del rifiuto;

- solo per le annotazioni di scarico: numero del formulari utilizzato per il trasporto; precisiamo che scompaiono dal registro le indicazioni riguardanti il trasportatore, l'automezzo utilizzato e lo smaltitore.

I contenitori vengono forniti dalle ditte di smaltimento;

I formulari di trasporto dovranno essere utilizzati per lo scarico di tutti i rifiuti speciali prodotti nei nostri studi.

Durante il trasporto i rifiuti speciali devono essere accompagnati da un formulario di identificazione in 4 esemplari compilato, datato e firmato dal produttore dei rifiuti e controfirmato dal trasportatore: una copia deve restare al produttore, le altre tre, dopo essere state controfirmate e datate dal destinatario, devono: una restare al destinatario, una al trasportatore e una deve tornare al produttore che deve conservarla per almeno cinque anni.

Sul formulario devono risultare i seguenti dati: nome ed indirizzo del produttore, origine, tipo, quantità del rifiuto. Impianto di destinazione, data e percorso, nome e indirizzo del destinatario e deve essere vidimato presso la Camera di Commercio o l'Ufficio del Registro.

La responsabilità del produttore per lo smaltimento dei rifiuti cessa nel momento in cui il rifiuto è conferito al servizio pubblico di raccolta oppure, se conferito a soggetti privati autorizzati, al ricevimento del formulario di identificazione controfirmato e datato dal destinatario: in caso di mancato ricevimento entro tre mesi dalla consegna al trasportatore esiste l'obbligo di denuncia della mancata ricezione alla Provincia.

Di seguito elenco i nuovi codici europei dei rifiuti (CER) che vanno utilizzati in sostituzione di quelli italiani sui registri.

TIPO RIFIUTO CODICE ITALIANO CODICE EUROPEO (CER)

Rifiuti sanitari L0030 180103

Amalgama d'argento G0134 180110

Liquidi di sviluppo A2003 090101

Liquidi di fissaggio A2001 090104

 

 

Va inoltre rimarcato che, per quanto riguarda il pagamento per lo smaltimento dei rifiuti cosiddetti urbani, è possibile ridurre tale tassazione, segnalando al comune di appartenenza la quadratura delle zone dello studio dove avviene la produzione dei rifiuti speciali. Differenziandosi tale regolamentazione nei vari comuni, consigliamo di consultare l'ufficio di competenza del proprio comune di appartenenza.

 

 

10) Condizioni microclimatiche: vedi punto 6

11) Apparecchiature elettromedicali e dispositivi medici su misura (legge 42/93)

Le apparecchiature elettromedicali (riuniti, lampade alogene, bisturi elettrici, etc.) devono avere la marcatura CE 42/93 CEE e dichiarazione di conformità del fabbricante in applicazione alla direttiva 42/93 CEE, i dispositivi acquistati prima del 17.09.86 vanno controllati per verificare la loro rispondenza alle norme CEI 62.5, in caso di esito negativo devono essere, ove possibile, ricondizionati tecnicamente altrimenti dismessi senza la possibilità di reimissione in commercio; per gli apparecchi acquistati dal 17.09.86 fino al 01.01.96, deve essere richiesta al fabbricante, in applicazione alla direttiva 84/539 CEE, una dichiarazione di conformità alla norma IEC 601-1 (in Italia è la CEI 62-5). I dispositivi acquistati dal 01.01.96 devono avere la marcatura CE 89/336 CEE e dichiarazione di conformità del fabbricante in applicazione alla normativa 84539 CEE. Si fa presente che l'utilizzo delle attrezzature non rispondenti ai requisiti di sicurezza in vigore rappresenta anche una violazione al D.L. n.626 del 19.09.94 sulla sicurezza sul lavoro.

 

 

Dispositivi medici su misura. Per la fabbricazione di manufatti protesici o ortodontici è obbligatorio la prescrizione da parte del sanitario. Su di essa vanno riportati dati di individuazione del paziente (nome o codici), la progettazione del manufatto, gli eventuali rischi di fabbricazione non eliminabili e le eventuali successive modifiche o integrazioni al progetto.

Il laboratorio dovrà fornire unitamente al manufatto:

1) Dichiarazione di conformità (all: VIII, D lgs 46/97)

2) Sintetiche indicazioni fornite dal fabbricante all'odontoiatra prescrittore:

a) etichettatura

b) istruzioni per l'uso (destinate all'utilizzatore).

Documentazione da consegnare al paziente::

a) attestazione di conformità ai requisiti richiesti dalla direttiva "93/42 CEE".

b) Informazioni per il corretto uso e mantenimento degli apparecchi applicati.

( anche se non espressamente richieste dalla legge)

E' consigliabile conservare in archivio per almeno cinque anni la seguente documentazione:

- copia prescrizione

- dichiarazione conformità dell'odontotecnico

- informazioni del fabbricante

- Copia delle informazioni/attestazioni sottoscritte dal paziente per ricevuta.

 

 

 

Art. 82

PUBBLICITA' SANITARIA

Mezzi consentiti:

1) Targhe murarie

2) Inserzione su pagine gialle e elenchi telefonici

3) Ricettari e carte professionali

4) Internet (circolare FNOMCe O)

 

 

Contenuti consentiti:

1) Nome, cognome, indirizzo, numero telefonico, orario delle visite o di apertura al pubblico dello studio, eventuale recapito del professionista

2) Titoli di studio, titoli di specializzazione e di carriera senza abbreviazioni che possono indurre in equivoco

3) Onorificenze concesse o riconosciute dallo Stato

 

 

Caratteristiche delle targhe murarie:

1) Massimo 3000 cm quadrati (esempio cm 50x60), caratteri stampatello di grandezza non superiore a 8 cm

2) Fattura compatta senza componenti luminose o illuminanti

3) Obbligo di riportare il numero e la data di autorizzazione del Sindaco per ottenere la quale è indispensabile richiedere prima il nulla-osta all'ordine professionale

4) E' vietato l'uso di grafici, di segni, figure o simboli ad eccezione di quello rappresentativo della professione.

 

 

Caratteristiche delle inserzioni:

1) Massimo 50 cm quadrati (esempio 5x10)

2) Carattere e colore tipografico conforme a quelli normalmente usati

3) Vietati riquadri e sottolineature rivolti ad evidenziare il testo dell'inserzione medesima

4) Vietati l'uso di grafici, di segni o figure ad eccezione del simbolo rappresentativo della professione o dell'associazione professionale

5) Obbligo di riportare il numero e la data di autorizzazione del Sindaco per ottenere la quale è indispensabile richiedere prima il nulla-osta dell'Ordine professionale.

 

 

 

EDUCAZIONE MEDICA CONTINUA (ECM)

 

 

Il programma nazionale di E.C.M., di seguito illustrato, riguarda tutto il personale sanitario, medico e non medico, dipendente , operante nella Sanità, sia privata che pubblica,per la libera professione non vi è chiarezza ,siamo in attesa di chiarimenti,ricordiamo comunque che l'aggiornamento è un obbligo deontologico per tutti.

Il programma nazionale prevede che l'E.C.M. deve essere controllata, verificata e misurabile; inoltre, deve essere incoraggiata, promossa ed organizzata.

E' escluso dall'obbligo dell'E.C.M. il personale sanitario che frequenta, in Italia o all'estero, corsi di formazione post-base propri della categoria di appartenenza (corso di specializzazione, corso di formazione specifica in medicina generale, dottorato di ricerca, master, laurea specialistica, formazione complementare) per tutto il periodo di formazione.

 

 

Cosa sono i crediti formativi E.C.M.

I Crediti formativi E.C.M. sono una misura dell'impegno e del tempo che ogni operatore della Sanità ha dedicato annualmente all'aggiornamento ed al miglioramento del livello qualitativo della propria professionalità.

Il credito è riconosciuto in funzione sia della qualità dell'attività formativa che del tempo ad essa dedicato in ragione delle specifiche professionalità. A titolo esemplificativo, per quanto concerne i medici, una giornata di formazione completamente dedicata alla E.C.M. - ai massimi livelli qualitativi riconosciuti dalla Commissione nazionale - corrisponde a circa a 10 crediti formativi E.C.M.

I crediti per il primo quinquennio sono stati fissati in complessivi 150, con un obbligo progressivo di crediti da 10 per il primo anno fino a 50 per il quinto anno (10-20-30-40-50) con un minimo annuale di almeno il 50% del debito formativo previsto per l'anno e con un massimo annuale del doppio del credito formativo previsto per l'anno. Il numero dei crediti da conseguire ogni anno e nel quinquennio è uguale per tutte le categorie. Uno stesso evento formativo, diretto a più categorie, può avere attribuito un numero di crediti differente per ciascuna categoria interessata.

La Commissione ha ritenuto opportuno prevedere una progressione nel numero di crediti acquisibili annualmente secondo il programma quinquennale così definito:

- 2002: 10 crediti (con un minimo di cinque ed un massimo di 20)

- 2003: 20 crediti (con un minimo di 10 ed un massimo di 40)

- 2004: 30 crediti

- 2005: 40 crediti

- 2006: 50 crediti

Naturalmente, il "valore" in Crediti formativi E.C.M. non deve essere visto dagli organizzatori degli eventi formativi come elemento di "giudizio" sul valore scientifico globale della manifestazione; esso indicherà invece esclusivamente la rilevanza professionale (o la non rilevanza) di quella particolare manifestazione ai soli ed esclusivi fini del programma nazionale di E.C.M., anche alla luce degli obiettivi formativi d'interesse nazionale.

I Crediti formativi E.C.M. sono espressi in numeri interi: ogni attività formativa programmata, ossia ogni evento formativo, si vedrà assegnato un numero di Crediti formativi E.C.M. calcolato sulla base di una serie di indicatori appositamente definiti (griglia di valutazione).

 

 

che indicherà la Commissione nazionale per la formazione continua.

 

 

Cosa viene accreditato

Gli eventi organizzati che possono rientrare nel programma di E.C.M. appartengono a due grandi categorie:

1. Attività formative residenziali.

E' la modalità di formazione più tradizionale e diffusa: per partecipare a queste attività l'utente deve recarsi nella sede in cui esse vengono svolte. Esse consistono in:

• congresso/simposio/conferenza/seminario

• tavola rotonda

• conferenze clinico-patologiche volte alla presentazione e discussione epicritica interdisciplinare di specifici casi clinici

• consensus meeting interaziendali finalizzati alla revisione delle casistiche per la standardizzazione di protocolli e procedure operative ed alla pianificazione e svolgimento di attività legate a progetti di ricerca finalizzata

• corsi di formazione e/o applicazione in materia di costruzione, disseminazione ed implementazione di percorsi diagnostico-terapeutici

• corso di aggiornamento tecnologico e strumentale

2. Attività formative a distanza.

Si tratta di programmi per i quali l'utente non deve spostarsi sul luogo di lavoro o dal domicilio, da svolgersi sia in gruppo che individualmente, usando materiale cartaceo o informatico. Per questi programmi di formazione a distanza è previsto un sistema di valutazione con un livello minimo di apprendimento;in altri termini, l'utente deve superare un "test" che comprovi il raggiungimento di un certo livello di apprendimento. Le attività formative a distanza inizieranno ad essere accreditate nel secondo semestre del 2002.

 

 

 

 

 

TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (LEGGE 675/96)

 

 

La normativa prevede alcune incombenze per il medico curante che, per la sua attività professionale ha necessità di raccogliere, registrare in archivio cartaceo o informatico e utilizzare i dati personali degli assistiti per sole finalità di diagnosi e cura,

 

 

In particolare si rende necessario per il medico acquisire il consenso scritto del paziente che lo autorizza a raccogliere, registrare e utilizzare i dati personali esclusivamente per la diagnosi e cura.

 

 

MODULO DI CONSENSO

 

 

Io sottoscritto__________________________________________________________________

 

 

Nato a _______________________________________il_______________________________

 

 

Residente a____________________________________________documento n._____________

 

 

assistito dal Dott_______________________________________________________e dallo stesso

 

 

informato sui diritti e sui limiti di cui alla legge 675/96, concernente "La tutela delle persone e di

 

 

altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali", esprimo il mio consenso e autorizzo al

 

 

trattamento dei miei dati personali, esclusivamente ai fini di diagnosi e cura, il Dott____________

 

 

_______________________medico di fiducia (nonché i dottori____________________________)

 

 

DOCUMENTO PROGRAMMATICO SULLA SICUREZZA DEI DATI

La redazione del Documento Programmatico per la sicurezza previsto dal DL196 del30/06/2003 è stata prorogata al 31/12/2005

NORME DI PROTEZIONE DAL CONTAGIO PROFESSIONALE DA HIV NELLE STRUTTURE SANITARIE ED ASSISTENZIALI PUBBLICHE E PRIVATE DECRETO MINISTERO DELLA SANITA' 28.09.1990.

 

Art.1 Precauzioni di carattere generale:

Tutti gli operatori nelle strutture sanitarie ed assistenziali, pubbliche e private, inclusi i servizi di assistenza sanitaria in condizioni di emergenza ed i servizi per l'assistenza ai tossicodipendenti, nonché quanti partecipano alle attività di assistenza e trattamento domiciliare di pazienti, debbono adottare misure di barriera idonee a prevenire l'esposizione della cute e delle mucose nei casi in cui sia prevedibile un contatto accidentale con il sangue o altri liquidi biologici (omissis).

 

Art. 2 Eliminazione di aghi e di altri oggetti taglienti.

L'eliminazione degli aghi e degli altri oggetti taglienti utilizzati nei confronti di qualsiasi paziente, deve avvenire con cautele idonee ad evitare punture o tagli accidentali. In particolare gli aghi, le lame di bisturi, e gli altri strumenti acuminati o taglienti monouso non debbono essere rimossi dalle siringhe, o da altri supporti né in alcun modo manipolati, o rincappucciati , ma riposti, per l'eliminazione, in appositi contenitori resistenti alla puntura.

I presidi riutilizzabili debbono, dopo l'uso, essere immediatamente immersi in un disinfettante chimico di riconosciuta efficacia sull'HIV prima delle operazioni di smontaggio o pulizia, da effettuare come preparazione per la sterilizzazione. (omissis)

 

Art.3 Norme per gli operatori odontoiatrici

Gli operatori odontoiatrici, oltre ad osservare le precauzioni di carattere generale, devono indossare i guanti durante le manovre che possono comportare contatto con mucose, sangue, saliva e fluido gengivale, sostituendoli per ogni singolo paziente.

I manipoli, gli ablatori ad ultrasuoni, le siringhe aria acqua, le frese e qualsiasi altro strumento che venga a contatto con le mucose , dopo l'utilizzo, se riutilizzabili, vanno sterilizzati per ogni singolo paziente. Nei casi in cui la sterilizzazione non sia tecnicamente possibile , è obbligatoria la disinfezione degli strumenti con sostanze chimiche di riconosciuta efficacia sull'HIV (omissis).

Il rispetto delle norme contenute in questo decreto rende, consequenzialmente, obbligatorio il possesso di idonea strumentazione atta alla sterilizzazione di tutto lo strumentario in uso.

 

 

FARMACI

E' vietato tenere in studio farmaci o materiali di consumo, scaduti

 

 

 

 

 

REGOLAMENTO EDILIZIO

(Comune di Napoli)

art.33 della legge 17 agosto 1942,n.1150

 

 

omissis

 

 

Destinazione d'uso

 

 

1) Le destinazioni d'uso delle costruzioni e delle aree non edificate sono definite dallo strumento urbanistico, generale o esecutivo, secondo le seguenti categorie omogenee:

 

 

a) residenze, singole o collettive, studi professionali, attività culturali;

b) attività turistico-ricettive e di ristorazione;

c) altre attività terziarie (direzionali, commerciali, finanziarie); attività produttive di tipo manifatturiero artigianali se laboratoriali e funzioni di servizio; attività produttive industriali o artigianali dirette alla trasformazione di beni e alla prestazione di servizi;

d) attrezzature e servizi pubblici o a uso pubblico;

e) attività agricole o connesse al loro svolgimento, a esclusione della residenza;

f) parcheggi, autorimesse e box auto.

2)Nelle more dell'approvazione della legge regionale, le opere che comportano il mutamento di destinazione d'uso da una categoria omogenea a un'altra, laddove consentite dallo strumento urbanistico, devono essere munite di provvedimento autorizzativo se riferite a immobile ricadente in area omogenea A, di cui all'art.2 del DM 1444/1968.

3)All'interno della medesima categoria non vi è mutamento di destinazione d'uso.

4)Non costituisce cambio di destinazione d'uso il diverso utilizzo di locali a piano terra o interrati, se precedentemente adibiti a uso improprio.

 

 

omissis

 

 

N.B. Il presente regolamento è valido solo nell'ambito del Comune di NAPOLI. Per gli altri Comuni occorre rivolgersi ai rispettivi uffici comunali competenti.

 

 

 

 

NOTA INTERPRETATIVA DELLA COMMISSIONE ODONTOIATRI DI NAPOLI PER I REQUISITI MINIMI STRUTTURALI, TECNOLOGICI ED ORGANIZZATIVI NON ANCORA CONFERMATA DAGLI ORGANI REGIONALI

 

 

 

Locale/armadio: Si intenda locale o armadio o entrambi

 

 

Spazio/armadio: Si intenda spazio o armadio o entrambi

 

 

Adeguata aerazione e illuminazione : Naturale, mediante finestra-balcone o mediante l'impiego di sistemi di ricambio d'aria e corpi illuminanti conformi alla normative vigenti in materia d'igiene dei luoghi di lavoro

 

 

Linea di sterilizzazione sporco-pulito: razionale sistemazione con percorso ideale per decontaminazione lavaggio, sterilizzazione e stoccaggio che prevenga il contatto accidentale tra il materiale e/o gli strumenti sporchi con quelli puliti

 

 

Le superfici devono risultare lisce e resistenti al lavaggio: sono interessate le pareti delle sale operative per un'altezza minima di 200 cm. E' possibile utilizzare i rivestimenti plastici (es.PVC, laminati) o pitture adatte ad ambienti sanitari (es. smalto-quarzo lucido ecc.)

 

 

Il raccordo arrotondato al pavimento: realizzabile con battiscopa dai profili arrotondati generalmente in materiale plastico o sigillando con resine sanitarie i battiscopa esistenti

 

 

Il pavimento monolitico: bisogna escludere la moquet, il parquet, il marmo e il cotto non trattati con materiali idonei. Sono idonee le piastrelle (es. ceramica, gres, monocottura ecc.),queste devono avere fughe superiori a 3mm sigillate con apposite resine epossidiche per pavimenti sanitari , il tutto asseverato da tecnico abilitato. Sono idonei altresì il pvc ad alta densità termosaldato, le resine epossidiche o altri materiali rispondenti ai requisiti previsti.

 

 

Adeguate condizioni climatiche: non è obbligatorio l'installazione di impianto di climatizzazione, ma in base alle caratteristiche ed all'ubicazione dell'immobile devono essere garantite condizioni di umidità e temperatura tali da risultare confortevoli per pazienti ed operatori (igiene dei luoghi di lavoro)

 

 

Monitoraggio dei parametri chimico-fisici: impiego di buste a viraggio cromatico o di appositi test o di autoclavi dotate di stampanti per il monitoraggio

 

 

Test microbiologici: Ne esistono vari in commercio. E' necessario conservare i risultati nello studio: se l'esito dovesse essere negativo inviare l'autoclave ad un centro assistenza autorizzato e ripetere il test dopo la revisione - conservare il documento comprovante la revisione

 

 

Comando non manuale: elettrico o a gomito o a pedale

 

 

 

Riunito conforme alla normativa CE: non necessariamente con il marchio CE ma quanto previsto dalla legge 42/93 (vedi pag 21)

 

 

Carrello emergenza: Rianimazione cardio-polmonare (ossigeno, pallone, cannule, farmaci ecc.)