
MEDICINA, Italia da Nobel
Come fu per Renato Dulbecco, come fu per Rita Levi Montalcini. Mario Renato Capecchi, nato a Verona nel 1937, emigrato negli USA, studia e lavora lì, fino a raggiungere la vetta del Premio Nobel. L'orgoglio nazionale ci fa dire che è italiano, anche se Capecchi si è trasferito negli USA a soli 9 anni, con alle spalle 9 anni di sofferenze e di stenti dovuti alla guerra, alla persecuzione razziale subita dalla madre, mentre il padre moriva in guerra, pilota d'Aviazione.
Capecchi è uno che si è fatto tutto da solo: gli studi, la famiglia negli USA, il lavoro, la ricerca, avendo per anni come riferimento il professor James Watson, lo scopritore del DNA, in quel di Harvard, dopo essere transitato per il MIT di Boston, per approdare infine nell'Università dello Utah, dove tutt'ora lavora e dove ha compiuto le ultime scoperte e dove applica anche il telelavoro.
Capecchi, infatti, vive, con la moglie Martine e con la figlia Misha, in uno sperduto cottage vicino a un canyon, dove, grazie a una stazione computerizzata montata ad hoc, segue anche da casa le ricerche compiute dai suoi collaboratori.
Premio Nobel con una motivazione forte. Lavorando in collaborazione con gli scienziati Martin J. Evans (britannico) e Olivier Smithies (americano), Capecchi è stato il primo a creare i topi geneticamente modificati, poi utilizzati e tutt'ora in uso nei laboratori di tutto il mondo per studiare la riproduzione di malattie o per sperimentare nuovi farmaci per combattere malattie importanti come i tumori, le malattie cardiovascolari, l'Aids.
Capecchi ha condotto studi per modificare il patrimonio genetico dei topi, in modo da ottenere le mutazioni sui singoli geni presi in considerazione. Una linea di ricerca che destò perplessità, ma che, con il passare degli anni, ha prodotto risultai incoraggianti per tanti ricercatori di qua e di là dell'Oceano. La ricerca innovativa di Capecchi e dei suoi collaboratori ha portato a sperimentare i principi per introdurre specifiche modificazioni genetiche nei topi, utilizzando per primi cellule staminali embrionali. Con il Nobel, ai tre scienziati viene assegnato il Premio Nobel che corrisponde a 10 milioni di corone svedesi, pari a 1,54 milioni di dollari, corrispondenti a 1,09 milioni di euro.
Orfeo Notaristefano