
Bianco e Benato al 62° Congresso Fimmg
Il 62° Congresso nazionale della FIMMG ha visto nella giornata di oggi gli interventi di Amedeo Bianco e Maurizio Benato, presidente e vicepresidente FNOMCEO. I loro interventi, tenuti in mattinata e nel pomeriggio, sono stati seguiti da un'attenta platea oltre che dal segretario nazionale Giacomo Milillo. Ecco la sintesi dei loro interventi. Ricordiamo che il Congresso si concluderà domenica 14 ottobre.
Bianco: la sanità è in una fase difficile ma piena di potenzialità
"La sanità italiana vive una fase difficile ma anche piena di potenzialità, che i medici devono impegnarsi a cogliere con grande senso di responsabilità e identità", perché "se il Servizio sanitario nazionale è una grande impresa civile, non può fare a meno della cooperazione, delle intelligenze, della creatività dei professionisti sanitari". Questa è stata l'affermazione centrale di Amedeo Bianco, rivolta alla platea dei medici di famiglia riuniti a Villasimius..
Bianco ha sottolineato come la sanità sia una realtà in costante trasformazione per rispondere ai nuovi bisogni e di innovarsi. "Un'innovazione non sempre facile, ma sempre piena di opportunità da progettare". Il presidente ha quindi posto l'accento sulla delicata fase che la sanità sta attraversando anche per le difficoltà relative al rinnovo del Contratto e delle Convenzioni dei medici, già in ritardo di due anni e ostacolato dalla scarsa disponibilità economiche e dagli orientamenti sulle parti normativi non sempre condivisi.
Tuttavia, secondo Bianco, vi sono questioni in campo che potrebbero rappresentare importanti opportunità sia per il miglioramento dell'assistenza ai cittadini, che per rispondere ad alcuni elementi di disagio della categoria dei medici. "Mi riferisco - ha affermato - ai due provvedimenti collegati alla Finanziaria su proposta del ministro Turco, e cioè il ddl sull'ammodernamento del Ssn, nel quale auspichiamo di recuperare anche la parte sulla sicurezza, e il provvedimento sul fondo per la non autosufficienza". Due questioni "sulle quali mettersi in gioco, per coglierne tutte le opportunità. Questo - ha aggiunto il presidente della Fnomceo - investe noi medici di responsabilità, di capacità di progettare il presente ma anche il domani".
E tra le importanti proposte in campo, Bianco ha indicato il progetto Fimmg sulle Unità di medicina generale e l'organizzazione del territorio, fondamentale per dare una risposta efficace ai nuovi bisogni di salute, come le cronicità. Ma ci sono anche tante altre le sfide su cui concentrarsi, in particolare le biotecnologie, i biofarmaci, l'appropriatezza. "E in questo scenario - ha concluso Bianco - i professionisti sono i protagonisti principali della progettazione sanitaria, con l'obiettivo di rispondere ai bisogni dei cittadini, vero punto centrale del Ssn".
Benato: valorizzare la medicina generale nelle Università
"Le facoltà di Medicina sono ancora troppo orientate verso le specialità cliniche. Occorre un impegno concreto per valorizzare le scuole di Medicina generale, perché la nuova domanda di salute è sul territorio". È quando ha affermato il vicepresidente della Fnomceo, Maurizio Benato, intervenendo nel pomeriggio al Congresso nazionale Fimmg.
Benato ha ricordato che una delle missioni degli Ordini medici è proprio la tutela della qualità della preparazione universitaria. Per questo la Fnomceo sarà in prima linea per valorizzare la formazione in medicina generale. "La percentuale di studenti interessati alla medicina generale è ancora troppo esigua - ha detto -, questo perché questa branca non è ancora inserita a pieno titolo tra i saperi medici. Ma anche a causa di disparità di trattamento, anche economico. Uno specializzando in una branca specialistica percepisce infatti uno stipendio maggiore di uno specializzando in medicina generale. Questo spinge molti giovani medici ad orientarsi verso la professione più redditizia. È una disparità che va modificata".
Il vicepresidente della Fnomceo ha quindi sottolineato la necessità che la formazione in medicina generale sia affidata agli stessi medici di famiglia, in un sistema di integrazione tra medicina generale e mondo accademico. Anche attraverso la realizzazione di un Dipartimento di medicina generale all'interno delle Università.