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Farmaci tra rischi e opportunità

NAPOLI: farmaci tra rischi e opportunità

A Napoli, nella giornata di sabato, una parte rilevante della sanità italiana si è confrontata sul tema "Farmaci attivi e bilanci passivi: la sfida dell'appropriatezza". Merito di Giuseppe Scalera, padrone di casa e organizzatore del simposio, e merito anche di tutti coloro che hanno accolto l'invito, oltre duecento persone, di dialogare su temi "caldi", quali quelli delle pescrizioni, del controllo della spesa, del conflitto tra farmaci e principi attivi. Merito poi di un panel di relatori di primissimo piano, tra i quali svettavano i nomi di Giacomo Milillo (FIMMG), Sergio Dompé (presidente Farmindustria) e Amedeo Bianco.

L'intervento del presidente FNOMCeO, che ha dato l'avvio alla mattinata, è stato articolato: "Il farmaco è un componente essenziale del nostro SSN e presenta elementi di criticità ed altri di positività. L'elemento di maggior criticità e di rischio è che di fronte a una filiera di prodotto dai costi sempre crescenti, il medico diventi solo il terminale di una catena di controllo che tenda a governare l'offerta. Da questa criticità si esce solo governando il meccanismo di spesa, l'approccio globale al fenomeno". Dall'altro lato, ha sottolineato Bianco, il farmaco è un'opportunità da cogliere velocemente: "perché da più parti si percepisce la necessità che nelle logiche di governo della spesa vadano reclutate le competenze dei medici. Sono i medici gli effettivi mediatori tra bisogno e prodotto. E' un ruolo di responsabilità che sentiamo di assumerci per evitare che tutto il rapporto cura-medicinale di trasformi in un supermercato".

Il presidente di Farmindustria, Sergio Dompé, sottolineando il periodo particolarmente proficuo per quanto riguarda il dialogo con la professione medica, ha affermato che Farmindustria sta lavorando con coerenza sui temi dell'appropriatezza, dell'etica di mercato e della correttezza dei rapporti, collaborando anche con AIFA per una selezione degli eventi ECM di effettivo valore. Il segretario nazionale FIMMG, Giacomo Millillo, ha invece così esordito: "Il difetto italiano è sempre lo stesso: voler risolvere le macrosituazioni intervenendo sui microfenomeni. Così per razionalizzare la spesa si arriva al limite dei Nas che chiamano in caserma i medici di famiglia per interrogarli sulle loro prescrizioni". Questo porta a riflettere sulla sostituibilità e la bi-equivalenza tra farmaco e generico e su questo piano la posizione di Milillo è chiara: "Come FIMMG crediamo che il generico sia una possibile risorsa per tutti. Però sottolineiamo che in Italia siamo passati al generico solo per necessità di bilancio, senza una visione complessiva e senza una corretta comunicazione alla società civile e ai cittadini".

Dopo gli interventi del coordinatore della commissione del farmaco di FNOMCeO, Carlo Manfredi, del rappresentante di Federfarma Napoli, Di Iorio, di Gabriele Peperoni, del Sumai, e di Pietro Folino, dell'Aifa, re-intervenendo Bianco ha posto l'accento anche sulle ambiguità di certa editoria del farmaco ("Se è inquinata una parte del processo, il prodotto finale ne risente.."), dando atto a Farmindustria di aver portato avanti il rapporto più serio tra ricerca, industria e informazione. Conclusioni affidate al presidente OMCeO di Napoli, Giuseppe Scalera, che ha concluso il convegno ricordando che la componente ordinistica medica non ha mai abbassato la guardia rispetto al proprio agire "con scienza e coscienza e che l'ultima parola sull'appropriatezza della cura è comunque affidata alla responsabilità, alla professionalità e alla deontologia del medico".