
Scalera: riflettiamo insieme sui percorsi terapeutici
Intervistiamo il presidente OMCeO di Napoli per comprendere il senso del convegno sull'appropriatezza prescrittiva: "Il mercato dei farmaci generici cresce. In alcune nostre regioni del 25%. E' un fenomeno nuovo e importante, da monitorare. Ecco perché da Napoli deve partire un messaggio di chiarezza"
Napoli, 27 ottobre: un convegno con presidenti, segretari nazionali, assessori. Solo un appuntamento di prestigio o qualcosa di più? Quale messaggio si tenta di lanciare?
"E' una riflessione aperta sui nuovi percorsi terapeutici italiani. Il mercato dei farmaci generici cresce: 14% a livello mondiale, 7% in Italia. In alcune regioni del nostro Paese l'incremento è stato del 25%. È un fenomeno nuovo, indiscutibilmente importante. Ma sussistono dubbi sulla bioequivalenza. Parliamo, in effetti, di efficacia terapeutica, potenza dell'azione, effetti collaterali, conseguente incidenza. Ecco perché dal Forum di Napoli deve partire un messaggio di chiarezza".
Quando si parla di "appropriatezza" si percepisce insieme un tono positivo e uno negativo: da un lato coerenza farmacologia e esigenza di risparmio, dall'altro la percezione di uno strumento di controllo nei confronti del medico. Dove sta il punto di equilibrio da queste due visioni?
"Il punto di equilibrio non ha solo aspetti di natura meramente economica. Ma anche riflessi professionali di assoluto rilievo. C'è, oggi, confusione nel rapporto tra medici e farmacisti. La FIMMG ha più volte, giustamente, sottolineato come la prescrizione del "generico" fatta dal medico di famiglia non debba essere modificata dal farmacista. È un segnale chiaro di come il problema non abbia solo ripercussioni economiche ma che apra ad aspetti di natura deontologica di significativo, indubbio interesse".
A Napoli si confrontano Medici e Industria farmaceutica: è una nuova tappa in un dialogo non sempre facile e naturale? Su quali "basi comuni" si può costruire?
Ci sono esigenze nuove probabilmente inedite nella sanità italiana. La Finanziaria del 2008 fissa un tetto del 14,4% per la spesa farmaceutica. Non bisogna superare questo confine. E questi numeri condizionano necessariamente anche il rapporto tra mondo medico e industria farmaceutica. In mezzo, ci sono le Regioni, soprattutto quelle del Mezzogiorno, chiamate a calmierare una spesa incontrollata. Ci si muove, insomma, su percorsi nuovi, una piattaforma nella quale ognuno richiama con forza il suo ruolo e la sua funzione e cerca quei momenti di sintonia che devono essere necessariamente ricostruiti. Bisognerà lavorare con intelligenza, persuasione, costante informazione, permanente monitoraggio della situazione. Non sarà, sicuramente, una facile impresa".
Medici, prescrizioni, prodotti farmaceutici: quale il ruolo del politico di fronte a questa "triangolazione di tematiche", che in fin dei conti ha i suoi riflessi ultimi proprio sul cittadino?
"La politica deve dare risposte legislative, non limitarsi a semplici tagli, spesso indiscriminati. Bisogna regolare il settore dei farmaci generici. Controllare puntualmente le strutture di produzione, tenere sotto controllo la bioequivalenze, stabilire procedure lineari per l'immissione in commercio di nuovi prodotti. Riflessi diversi di un unico problema".